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I ristoranti scoprono Facebook e Instagram: ma tu sei pronto?

I dati sono impressionanti, ma c'è tanta improvvisazione dietro. Ecco quali sono le domande che devi farti prima di iniziare una campagna.

Non si tratta più semplicemente di “essere presenti su Facebook”, ma di farlo in modo professionale. Tutti, più o meno, riconosciamo al più famoso social network al mondo (e alla sua costola, Instagram, sempre di proprietà di Mark Zuckerberg insieme a WhatsApp) un ruolo fondamentale per fare business. Ciò che è avvenuto in questi mesi all'interno delle due piattaforme però, per quanto concerne il settore HoReCa, è da considerarsi una piccola rivoluzione.

A dimostrarlo, non solo il numero di attività di ristorazione presenti con un profilo business sulla piattaforma (oltre 300mila, ovvero l'88% del totale italiano secondo il report 2018 di Marketing4Restaurant). Ma anche, e soprattutto, quelli che hanno iniziato a concepire le due vetrine come veri e propri strumenti di lavoro. Come chi ha ideato nuove strategie per crescere online, come il ristorante This Is Not A Sushi Bar di Milano, dove già dal 2018 è possibile pagare – parte - del conto in “follower”.

I dati post-Pandemia parlano chiaro: nel primo quadrimestre 2020, gli investimenti su Facebook delle attività ricettive sono quadruplicati complessivamente del +425%, con picchi del +600% tra febbraio e maggio rispetto agli anni precedenti. A giocare un ruolo determinante i servizi di consegna a domicilio e l'incremento del numero di prenotazioni, ma non solo.

È ormai lampante come il pubblico prediliga sempre più questi canali per comunicare con le attività, non solo per prenotare, ma anche per scoprire portate o cocktail, chiedere informazioni o leggere recensioni.

Quanto costa la pubblicità su Facebook per un ristorante?

A cambiare non sono, tanto, i numeri in termini di presenze, quanto la qualità dei contenuti e delle campagne sponsorizzate prodotte. Entrambe le piattaforme offrono piani pubblicitari in modalità pay-per-click, pagando cioè un costo medio per ogni interazione ricevuta dagli utenti, in base all'efficacia della campagna pubblicitaria.

In sostanza, se la campagna pubblicitaria è poco efficace, il prezzo medio del singolo click aumenta. Per questo, spendere soldi provando a “sparare sul mucchio” si rivela controproducente. Molto meglio affidarsi a professionisti per la creazione di contenuti ottimizzati, in grado di colpire gli utenti in modo mirato ed efficiente.

Grafiche accattivanti, video promozionali, storie interattive, campagne per acquisizione contatti: gli strumenti messi a disposizione dai due social network sono molteplici, e tutti con funzioni specifiche.

Come creare sponsorizzate su Facebook e Instagram

Dal momento che i due social network sono di proprietà della stessa azienda, è possibile creare campagne pubblicitarie che viaggino simultaneamente su entrambi. Tuttavia, ogni vetrina ha esigenze diverse in termini di formati o tipologie di contenuti, per acquisire maggiori interazioni in modo mirato a seconda del tipo di campagna.

Troppo complicato? Riformuliamo in maniera più semplice: per invitare gli utenti a contattarti o a prenotare esistono specifiche funzioni, diverse da quelle per aumentare il numero di fan sulla pagina o per guadagnare “Mi Piace” sui singoli post.

Formati per campagne a pagamento su Facebook e Instagram

Ecco alcuni degli strumenti messi a disposizione dai due social per la creazione di campagne sponsorizzate:

  • Carosello
    Si tratta di un post in cui è possibile scorrere fino ad un massimo di 10 immagini, alle quali è possibile aggiungere un link di destinazione. Facebook permette l'utilizzo del carosello con link anche in forma non sponsorizzata, mentre Instagram no.
  • Esperienza interattiva
    O “Canvas”, fino a poco tempo fa. Si tratta di una vera e propria “landing page”, cioè una pagina di destinazione pensata invitare gli utenti ad un'azione (acquistare un prodotto, iscriversi ad una newsletter, rispondere ad un questionario, etc).
    Se hai un bar o un ristorante, creare un'esperienza interattiva può essere utile, per esempio, per invitare gli utenti a scoprire e prenotarsi per una serata a tema, un evento a numero chiuso, una degustazione, la proiezione di un evento sportivo e simili. Il tutto ottenendo contatti utili per invitare agli iscritti future promozioni via mail o telefono. L'esperienza interattiva viaggia solo attraverso campagna a pagamento, su entrambi i social network.
  • Video
    Sono il contenuto virale per eccellenza. Le performance di questo formato sono cresciute esponenzialmente negli ultimi anni, anche grazie all'avvento di altri social come Snapchat e TikTok. Su Facebook è possibile creare brevi video promozionale attraverso la funzione “modelli” del “Creator Studio”, con immagini, loghi e animazioni personalizzate.
    Questa funzione è disponibile solo per campagne a pagamento, e molto utile per promuovere menù, nuovi drink o, più in generale, il locale.
  • Storie
    Sono state la vera rivoluzione degli ultimi anni. Il loro successo ha interessato in particolar modo Instagram dove, da qualche tempo, hanno fatto la loro comparsa anche i “reel” (video realizzati attraverso il montaggio di più clip, sulla falsa riga di quelli in stile TikTok). Su Facebook e WhatsApp, invece, non sembrano essere mai decollate.
    Le stories sponsorizzate sono un ottimo canale per la pubblicità di locali di ristorazione in quanto, in soli 15 secondi, sono in grado di raccontare un piatto, un drink, un aperitivo o menù a prezzo fisso assolutamente da provare. Il loro formato, di breve durata e con possibilità di aggiungere musica e animazioni, è particolarmente indicato per attirare l'attenzione in maniera rapida e originale. Per esempio mostrando quanto “grande” sia un hamburger da ordinare nella tua panineria, quanto colorato o elaborato sia un drink del tuo bar, o quanto invitante sia un particolare piatto del tuo ristorante.

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