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Come spillare e servire una Warsteiner: la birra delle birre

Se la conosci la ami: la Warsteiner non è una semplice “birra”, ma LA birra! Di antica tradizione tedesca e ancora prodotta secondo un secolare editto che ne regolamenta la purezza, la Warsteiner è una birra da spillare, servire e degustare secondo una prassi ben precisa. Eccola in dettaglio.

Dopo aver parlato di come abbinare birra e pizza nel modo giusto, Vogliamo consigliarti alcune etichette di birra famose e di qualità da selezionare per il tuo locale.
Lo facciamo partendo da una birra tra le più speciali, note e diffuse nella ristorazione: la Warsteiner.

Racconta la Warsteiner ai tuoi clienti: perché non sarà mai una birra qualunque

Fondato nel 1753, il birrificio Warsteiner è tra le aziende più longeve della Germania, nonché tra i principali produttori di premium pilsner a livello internazionale. L'avventura inizia con l'intuizione dell'imprenditore agricolo Antonius Cramer, amante e produttore di birra amatoriale, che nel '700 guadagna una piccola fama grazie all'altissima qualità del suo prodotto.

La continua richiesta e il superamento dei limiti all'epoca consentiti per la produzione di birra in casa lo convincono a fare il grande passo: mettere in piedi un birrificio che diventerà negli anni un punto di riferimento in tutto il mondo.

Sarà l'inizio di una lunga tradizione. Una storia raccontata da oltre 250 anni dal gusto fresco e inconfondibile di una birra in grado di conquistare al primo sorso.

L'editto di purezza della birra

L’Editto della Purezza (in tedesco “Reinheitsgebot”) è forse la più antica “denominazione di produzione alimentare” della storia. Una disposizione datata 23 aprile 1516, attraverso la quale il Duca di Baviera Guglielmo Witterlsbach definì i canoni per la produzione di una birra pura, di qualità e dagli ingredienti selezionati.

Questa legge imponeva il solo utilizzo di luppolo, malto d'orzo e acqua, senza lieviti e aromi aggiunti, in modo da conferire al prodotto una genuinità garantita. Nello stesso editto figuravano, inoltre, indicazioni circa il prezzo della bevanda. Per chi disobbediva erano previste ammende pecuniarie e la confisca dei barili di birra.

Nonostante ad oggi l'Editto della Purezza non sia più un codice di produzione legalmente vincolante, non pochi mastri birrai continuano a rispettarne i dettami. È il caso, naturalmente, anche della Warsteiner, nata in un secolo in cui l'editto in questione era ancora una legge vigente.

Le caratteristiche uniche di questa birra, insieme alle tecniche di produzione, rimaste pressoché immutate sin dalle sue origini, ne obbligano per questo la degustazione secondo dettami ben precisi, a cominciare dal bicchiere giusto per spillarla e servirla.

La tipologia di bicchiere per ogni birra: come sceglierli e riconoscerli

Le birre non sono tutte uguali e, di conseguenza, i diversi stili richiedono appositi bicchieri.

Il tipico boccale bavarese, quello – per intenderci – simbolo dell'October Fest, ampio e con un grande manico per sollevarlo, rende perfetta la degustazione di lager, pils e marzen. Birre contraddistinte da un ricco perlage e dal gusto delicato.

L'altglass e il kolschglass, come suggeriscono i nomi, sono bicchieri di forma cilindrica più adatti a birre kolsch e alt. Stili in cui la schiuma riveste un ruolo chiave nella struttura della birra, e la cui permanenza è garantita dalla tipica forma cilindrica e allungata di questo bicchiere.

Il “calice a chiudere”, ossia il classico bicchiere da birra da ristorante, sposa senza dubbio le birre chiare, al pari del tradizionale “colonna conica”, alto, stretto sulla base e svasato sulla sommità, che grazie alla sua forma incrementa la produzione di schiuma.

Per birre inglesi come le ale e le stout tocca orientarsi su una pinta, bicchiere conico caratterizzato da una “bombatura” appena sotto il bordo. Un dettaglio studiato per controllare la percentuale di schiuma, riducendola alla sola parte in alto.

Simile al boccale bavarese è inoltre il boccale britannico, che si differenzia dalla forma convessa ed è per questo adatto a birre dal perlage contenuto, come pale ale o ale di produzione britannica.

L'unicità delle birre belghe richiede un boccale altrettanto unico. Sarà quindi possibile orientarsi su una “colonna biconica”, largo al centro e stretto in alto, per asportare la schiuma in modo pratico con un semplice colpo di spatola.

Sempre per birre dagli aromi più complessi, come appunto le belgian ale o le trappiste, sarà necessaria una coppa. La sommità allargata di questo bicchiere permette infatti un migliore contatto con l'aria e, di conseguenza, una migliore ossigenazione delle essenze.

Troviamo infine il classico Weizenglass, che come suggerisce il nome è sicuramente il più idoneo per le weizen, birre di frumento particolarmente ricche che richiedono il giusto dosaggio tra birra e schiuma.

Le peculiari caratteristiche della Warsteiner richiedono invece un bicchiere adatto all'occasione. È stato per questo studiato dalla stessa azienda il cosiddetto “bicchiere a tulipano”, in grado di esaltare il gusto pieno di questa birra, sia che venga spillata o versata dalla bottiglia.

Il bicchiere a tulipano – creato nel 1969 - è distintivo per i connotati estetici e funzionali e per una una gratificante degustazione del prodotto, è stato capace di attrare l’attenzione di Andy Warhol che lo ha immortalato nel 1984. La forma è stata ideata per valorizzare appieno il sapore e la consistenza di Warsteiner Premium Pils: la struttura conica favorisce la formazione della schiuma, il cristallo finissimo che lo compone garantisce la conservazione della massima qualità, mentre l'impugnatura alla base permette di mantenere la birra fredda.

Come versare una Warsteiner perfetta

Al di là del bicchiere, ciò che davvero fa la differenza nel servire questa birra è il processo con cui viene versata.

La particolare conformazione di questo prodotto richiede il giusto dosaggio di anidride carbonica e corona di schiuma. Un risultato che può essere magnificamente raggiunto seguendo 4 passaggi fondamentali.

Sciacquare il bicchiere a tulipano e mantenerlo ancora bagnato in posizione lievemente inclinata sotto l'erogatore della spillatrice, in modo che la birra scorra, in un primo momento, lungo la parete del bicchiere.

Riempire il bicchiere per tre quarti e attendere un minuto prima di riposizionarlo verticalmente sotto la spillatrice per aggiungere un cappello di schiuma perfetto.

Dopo aver atteso un altro minuto, completare la corona di schiuma aprendo e chiudendo ancora un paio di volte il getto della spillatrice, senza mai lasciare che l'erogatore venga a contatto con la birra.

Servire con l'apposita carta antigoccia a protezione dello stelo del bicchiere.

Un'operazione per la quale sono in tutto necessari 3 minuti. Una tempistica che forse non rispecchia le necessità del bancone, ma la spillatura della birra è un'arte da eseguire con cura, per un risultato davvero soddisfacente di cui i tuoi clienti ti saranno grati.

Ricorda di mantenere la temperatura della spillatrice tra i 5° e gli 8°, sempre alla giusta, e costante, pressione. Piccoli dettagli in grado di fare davvero la differenza.

Birra in bottiglia: perché usare il bicchiere e come farlo

Fino a qualche tempo fa, l’abitudine di bere direttamente dal collo della bottiglia era considerato assolutamente di cattivo gusto, oltreché fuori luogo.

Oggi siamo maggiormente abituati a brindare con le bottigliette da 33cl, sorbendo birra senza utilizzare il bicchiere. In realtà bere birra direttamente dalla bottiglia non favorisce un corretto apprezzamento del prodotto perché:

  1. L’anidride carbonica contenuta nella bottiglia per questioni isolanti e di igiene, così come recita la legge, anziché volare via come avviene durante la spillatura al bicchiere, viene ingerita causando spiacevoli conseguenze come gonfiore addominale e aerofagia.
  2. Se la birra viene sorbita direttamente dalla bottiglia non ha modo di “respirare” e di lasciare che i suoi aromi si manifestino a tutto tondo. È esattamente come un buon vino: la birra deve “sbocciare” e aprirsi al naso.
  3. La birra che non viene spillata non fa schiuma e questo è un male: la schiuma funge da protezione per aromi, profumi e perlage, oltre a costituire parte integrante della sua struttura aromatica. La birra va bevuta con la schiuma, soprattutto se si tratta di birra tedesca. Altrimenti, sarebbe come mangiare porchetta ma senza la crosta: un vero sacrilegio!

Prova Koenig Ludwig

Della grande famiglia Warsteiner fa parte anche la Koenig Ludwig, l'autentica birra bavarese weiss e dunkel, dal gusto aromatico e pulito. Si tratta di una delle birre più antiche della tradizione tedesca, di nobili origini in quanto nata dalle cantine del Castello di Kaltenberg, a 40 chilometri da Monaco.

La sua invenzione è attribuita alla regia casata dei Wittelsbach, dinastia che ha governato la Baviera per oltre 700 anni e di cui faceva parte lo stesso duca Wilhem IV, promotore dell'editto della purezza.

Una birra, insomma, nata dalle menti, dalle mani e dai cuori di mastri birrai insuperabili, che ancora oggi racconta la sua storia a chi la sceglie per accompagnare i suoi momenti speciali.

Warsteiner è oggi partner Koenig Ludwig per la commercializzazione di ben 6 stili di birra: dunkel, weiss, weissbier dunkel, hell, keller e spezial. Birre dal sapore e struttura differenti l'una dall'altra, accomunate dal carattere inimitabile e speciale.

Una qualità che noi di Multicash abbiamo scelto per i nostri punti vendita, dove è possibile trovare Warsteiner e Koenig Ludwig in bottiglia o confezione risparmio a prezzi veramente imbattibili.

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